SALVARE KOBANE!

Articles 20 Jan 2026

 Bruxelles, 20 gennaio
Queste immagini arrivano da Bruxelles, dove la comunità curda è scesa in piazza davanti al Parlamento europeo per denunciare il destino della comunità curda in Siria e di un esperimento democratico unico in Medio Oriente, Rojava.
Il 18 gennaio, il presidente siriano Al-Sharaa ha imposto alle Forze Democratiche Siriane (SDF) condizioni drastiche: scioglimento delle istituzioni autonome del Nord-Est siriano, integrazione forzata dei combattenti curdi nell’esercito di Damasco, cessione di Raqqa, Deir ez-Zor e Hasaka – circa l’80% del territorio oggi controllato – insieme ai principali valichi di frontiera, ai giacimenti petroliferi e alla gestione dei campi e delle prigioni ISIS con oltre 10.000 foreign fighters. Prevista anche la fine del sistema di autogoverno confederale.
Al-Sharaa è un ex (?) estremista islamico. ❗
 Una tregua, prorogata di 15 giorni grazie alla mediazione statunitense e internazionale, consente negoziati tecnici. Ma la situazione umanitaria resta critica: a Kobane, 150.000 civili sono isolati, senza elettricità, con acqua ridotta al 20%, carburante per una sola settimana e aiuti ancora insufficienti, nonostante gli allarmi ONU.
Il governo regionale di Rojava, nato nel 2012, si fondava sul confederalismo democratico: assemblee popolari, parità di genere al 50% in tutte le istituzioni, pluralismo etnico e gestione ecologica delle risorse. Kobane ne è il simbolo: liberata dall’ISIS nel 2015 dopo 134 giorni di assedio, dimostra che democrazia dal basso e uguaglianza di genere possono resistere anche in guerra.
 Il 9 gennaio, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato un finanziamento di 620 milioni di euro, senza però alcuna condizionalità a tutela di Rojava. Nel frattempo, ONG mobilitano l’opinione pubblica e carovane solidali partono da Germania e Francia.
Senza una maggiore attenzione dei media, il coinvolgimento dell’opinione pubblica e iniziative diplomatiche immediate, il rischio è quello di un nuovo, silenzioso abbandono dei Curdi e dell’esperienza di Kobane.

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